Nei miei ritratti il realismo non è semplice riproduzione della realtà, ma un modo per restituirle un’anima.
Attraverso la luce, il colore e la precisione dei dettagli, cerco di far emergere la presenza viva della persona ritratta, la sua verità più intima, quella che parla silenziosamente allo sguardo.
Ogni volto racconta una storia: la forza, la dolcezza, la fragilità di un istante che non tornerà mai più. Per questo mi dedico con attenzione a ogni sfumatura, alla vibrazione della pelle, alla profondità degli occhi, alla luce che accende i lineamenti.
È in quei dettagli che l’immagine comincia a respirare, trasformandosi in presenza. Il mio realismo vuole donare vita e durata. Ogni ritratto, una volta compiuto, diventa qualcosa che resta: un frammento d’eternità consegnato al tempo, una testimonianza silenziosa di chi siamo stati.
Quando un’opera riesce a custodire quella scintilla interiore che rende un volto vivo per sempre, allora so che ha trovato la sua verità.